IL COLESTEROLO NON DIPENDE SOLO DAI GRASSI!

 

Il colesterolo è una molecola lipidica, tipica degli organismi animali. Esso è fondamentale per il nostro organismo in quanto interviene nella formazione e nella riparazione delle membrane cellulari. Da esso si formano molte sostanze tra le quali la vitamina D e i sali biliari indispensabili per l'assorbimento dei grassi alimentari che a loro volta sono indispensabili per l'assorbimento di alcune vitamine (quelle liposolubili). Il colesterolo viene trasportato attraverso diverse frazioni proteiche: le HDL, le VLDL e le LDL. La frazione LDL veicola la maggior parte del colesterolo sierico ed è conosciuto come “colesterolo cattivo”, mentre l'HDL come “colesterolo buono”. Di incerto significato le VLDL. Per precisione il colesterolo LDL deriva da un puro calcolo matematico secondo questa formula: colesterolo totale – [(trigliceridi/5) + HDL].

 

L'LDL è definito cattivo in quanto ha una specifica affinità nei confronti delle cellule dell'endotelio vascolare, dove deposita in abbondanza il colesterolo formando placche aterosclerotiche, che sono i principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari e l'ictus. L'HDL invece ha il compito di rimuovere il colesterolo in eccesso depositato in questi distretti!Avere il colesterolo HDL alto consente quindi di diminuire l'effetto negativo delle LDL nella formazione delle placche e diminuire il rischio di malattie cardiovascolari.

 

Per una corretta valutazione della situazione lipidica quindi è fondamentale non prendere in considerazione solo il valore del colesterolo totale, ma considerare l'indice di rischio cardiovascolare, cioè il rapporto fra colesterolo totale e colesterolo buono HDL. Questo valore indica il rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari quali l'ictus, l'angina pectoris, l'infarto miocardico; per gli uomini deve essere sotto il 5 mentre per le donne sotto i 4,5.

 

Qui di seguito una tabella che mostra diverse possibilità:

 

limite normale col. tot.≤ 200 mg/dl; limite normale col. HDL ≥ 35 mg/dl; L=basso; H= alto; CV= cardiovascolare

 

Colesterolo totale                  HDL                Indice rischio CV               Rischio CV

 

         185 (L)                       30 (L)                         6,16                             ALTO

         250 (H)                      70 (H)                        3,57                            BASSO

         180 (L)                       60 (H)                          3                               BASSO

         210 (H)                       35 (L)                          6                                ALTO

 

 

Nella valutazione del rischio cardiovascolare contano anche altri fattori come l'ereditarietà, il diabete, il fumo, l'ipertensione, il sovrappeso, la sedentarietà. La formazione della placca aterosclerotica, alla base delle malattie cardiovascolari, inizia con un processo infiammatorio sulla parete interna delle arterie (endotelio), che richiama i linfociti, che a loro volta fissano colesterolo, calcio e altre sostanze e formano la placca.

 

Proseguiamo con l'analizzare l'origine reale del colesterolo. Esso viene sintetizzato ­principalmente a livello epatico e in misura minore dal surrene, testicolo, aorta ecc (colesterolo endogeno) per una quantità pari all'80% del colesterolo totale, mentre deriva dall'alimentazione solo per un 20% (colesterolo esogeno). C'è da aggiungere però che l'eventuale eccesso di colesterolo con la dieta viene eliminato dal fegato per circa un 10%. Risulta immediato quindi capire che il cibo in realtà influisce sul valore totale di colesterolo solo per circa un 10% (a meno di diete particolarmente scorrette). Quando la produzione endogena è fisiologicamente elevata, si parla di ipercolesterolemia familiare.

 

Ma allora come è più corretto comportarsi se abbiamo un fattore di rischio cardiovascolare elevato?

Purtroppo troppo spesso vengono, subito, prescritti farmaci, le famose statine che, confermato da numerose pubblicazioni, come ad esempio lo Studio Yupoter del 2008, portano sì ad una riduzione del 40% delle malattie cardiovascolari, ma sono responsabili anche di numerosi effetti collaterali importanti. Il 10 % delle persone che assumono statine riferisce problemi muscolari e tendinei, il 2-5 % lamenta invece disturbi variabili come vertigini, difficoltà di concentrazione, capogiri, stipsi. Le statine inoltre non agiscono solo sul metabolismo dei grassi ma anche su quello degli zuccheri, rallentandolo!

 

Attraverso l'alimentazione e l'integrazione è possibile abbassare in maniera adeguata il livello di colesterolo, agendo sia su quello esogeno che su quello endogeno. Ricordo che abbassare solamente la quantità di colesterolo assunta con gli alimenti non porta a nulla (salvo il caso di iperalimentazione grassa). Questo perchè il nostro organismo agisce così: meno colesterolo introduco con la dieta e più aumenta la produzione di quello endogeno (da parte del fegato)! Allora come fare per ridurre quello esogeno e controllare la produzione di quello endogeno?

E' importante sapere che:

il colesterolo deriva dal metabolismo degli zuccheri

il colesterolo prodotto dal fegato è controllato da un enzima attivato dall'insulina.

 

Da qui si evince che oltre a ridurre i grassi è importante anche diminuire l'assunzione di zuccheri semplici e complessi specie se raffinati e soprattutto all'ora di cena. Questo perchè avere picchi di insulina porta all'aumento della sintesi di colesterolo endogeno e alla modificazione della produzione circadiana del cortisolo (ormone dello stress): a cascata avvengono una serie di eventi che portano ad un aumento di grasso viscerale responsabile di fenomeni infiammatori!!!

 

Riassumendo: riduzione dei grassi saturi e di omega-6 per diminuire la frazione “cattiva” (burro, margarina, insaccati, carni grasse, formaggi e oli vegetali escluso quello d'oliva), aumento degli omega-3 (pesce, noci, olio di lino) per aumentare la frazione “buona”, aumento di frutta, verdura e carboidrati integrali per impedire il picco glicemico e quindi di insulina, integratori adeguati a base di berberina e riso rosso fermentato, adeguata attività fisica soprattutto di tipo aerobico!.

 

 

 

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